Visita guidata a LA NATIVITA’ di Lorenzo Lotto e Cappella Portinari

Visita guidata a LA NATIVITA’ di Lorenzo Lotto e Cappella Portinari

Giovedì, 23 novembre 2025

per il Progetto Conosci Milano, il centro culturale Veritas et Virtus Semper invita allaVISITA GUIDATA di
UN CAPOLAVORO PER MILANO 2025

La Natività di Lorenzo Lotto
e Cappella Portinari

Accompagnati dalla Prof.ssa Anna Maria Savazzi

LA NATIVITA’
Opera fra le più suggestive di Lorenzo Lotto (Venezia 1480 circa – Loreto 1556 circa), artista definito “il genio inquieto” del Rinascimento per la sua straordinaria originalità, la Natività conservata alla Pinacoteca Nazionale di Siena, è la protagonista della nuova edizione dell’iniziativa Un Capolavoro per Milano.

La raffinata tavola, datata 1525, affronta il tema della Natività secondo un’iconografia inconsueta, tratta dai Vangeli apocrifi, che, oltre alla Sacra Famiglia, vede la presenza di un’anziana levatrice. La scena si svolge in un semplice interno, in una suggestiva ambientazione notturna, ripresa da Lotto dai modelli nordici che circolavano in quegli anni a Venezia.

Maestro nella sperimentazione delle potenzialità della luce, l’artista utilizza due differenti fonti luminose: l’alone di luce generato dal Bambino stesso e la fiamma del focolare in secondo piano. Il tono è intimo e colloquiale, con gesti affettuosi e spontanei che creano un’atmosfera di intensa spiritualità, anche grazie al gioco di sguardi che lega fra loro i personaggi.  I giochi di luce e i bagliori improvvisi fanno emergere una gamma cromatica straordinariamente intensa, che va dal blu e rosso della Vergine, al verde e rosa antico della levatrice all’azzurro, al giallo e oro per San Giuseppe e creano suggestivi riflessi anche sugli oggetti quali la tinozza in rame.
(testo recuperato dal sito del Museo Diocesano)

LA CAPPELLA PORTINARI
La cappella Portinari fu realizzata tra il 1462 e il 1468 circa su commissione di Pigello Portinari, un fiorentino trasferitosi a Milano per divenire responsabile del Banco Mediceo. Pigello aveva infatti una particolare devozione per San Pietro martire, molto venerato e conosciuto anche a Firenze per la sua attività di predicatore, e destinò la cappella alla propria sepoltura, un tempo incassata nel pavimento, al centro.

Dopo la morte di Pigello, avvenuta nel 1468,  la cappella svolse funzioni di coro iemale, fatto che spiegherebbe la presenza del motivo degli angeli musicanti sul tamburo della cupola.

La struttura architettonica si articola in un vano principale a pianta quadrata, con cupola a sedici spicchi, e una piccola abside, anch’essa quadrata, secondo uno schema brunelleschiano, voluto probabilmente da Pigello per ribadire le proprie origini fiorentine. La cappella costituisce una testimonianza fondamentale degli esordi di un linguaggio rinascimentale di matrice toscana innestato sulla cultura lombarda. Grande rilievo assume la ricca decorazione plastica, prevalentemente in terracotta, che coinvolge la trabeazione, gli archivolti, le incorniciature delle finestre, che dialogano con gli splendidi affreschi di Vincenzo Foppa dedicati alle storie di San Pietro Martire.

Per quanto riguarda l’attribuzione del progetto, prendendo spunto da Vasari, si era pensato al fiorentino Michelozzo, ipotesi in seguito respinta per motivi stilistici e cronologici; altri studiosi hanno pensato a un intervento del Filarete. E’stato anche proposto il nome dell’architetto lombardo Guiniforte Solari, in quegli anni attivo nel Duomo e nella Certosa di Pavia, che sarebbe stato qui affiancato da consulenti legati alla cultura fiorentina.

Oggi al centro della cappella si trova l’arca di San Pietro Martire, di Giovanni di Balduccio, in origine collocata in basilica.

L’appuntamento è

Giovedì, 13 novembre 2025 – ore 10:00
Museo Diocesano – Piazza Sant’Eustorgio,3  – Milano

Per info e prenotazioni fare richiesta via e-mail o tramite soliti contatti.